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Stranger Things 3: Recensione “Grazie Suzie, ci hai salvati tutti, o quasi”

Ragazzi, non credevo che questo giorno potesse mai arrivare. Abbiamo patito e atteso, fino a che il primo trailer non ci ha fatti impazzire tutti.

Quando ho iniziato questa terza stagione ero piena di dubbi. La seconda stagione all’epoca non mi ha fatto impazzire, e dopo aver amato la prima non volevo che questa diventasse l’ennesimo prodotto Netflix che via via va scemando fino a diventare ridicolo. E invece sorpresa.

Nella prima scena ho pensato di aver sbagliato a premere play e di essere capitata in un episodio di Chernobyl. Ma quando ho visto la finta bamba cadere dal cielo mi è partito subito lo SHULD AI STEI OR SHULD AI GOOOOOOOOOOOOOON.

Cosa sta succedendo? Nelle prime puntate NIENTE. Ecco cosa sta succedendo.

Dividiamo il tutto per nuclei.

La coppia mammoccia.

Mike e Undi non vogliono fare nient’altro oltre allo scambiarsi la saliva.

Ma quanto è strano vederli pomiciare così? E qui partono una serie di storie e conflitti col resto del mondo. Da Hopper che vuole che i due si lascino al resto del gruppo che impazzisce quando loro due impazziscono.

Dustin ha una nuova fidanzata che si chiama Suzie e che probabilmente non esiste se non nella sua testa.

Max e Lucas non si capisce se stanno insieme o no, un po’ come Hopper e Joyce per intenderci. Anyway. Cosa succede in questa stagione?

La cosa si suddivide su diversi livelli.

Dustin mentre cerca di parlare con la sua trottolina amorosa du du da da da intercetta una conversazione russa e così parte all’avventura con Steve e la sua nuova amichetta che si chiama Robin e di conseguenza altro non poteva fare se non essere attratta dalle ragazze. Ad unirsi al gruppo sarà pure la sorellina di Lucas che li guiderà in una folle parata fatta di schiaffi in faccia da parte dei russi e pali in faccia da parte di Robin.

Abbiamo invece il duetto Mike-Lucas del tutto estraneo a ciò che gli accade intorno. I due pensano solo a litigare con le fanciulle a causa di Hopper sotto gli occhi increduli di Will che si rivela palesemente gay. Sarà proprio quest’ultimo a capire che il mostro è tornato. E se quando abbiamo chiuso la porta, lo abbiamo chiuso qui fuori con noi e ora qualcuno ha aperto la porta e quindi si è svegliato? Ottima osservazione ragazzi.

Ultimi ma non per ultimi abbiamo il quartetto fantastico Hopper- Joyce- Smirnov- Americano che parla russo. Questi combinano un casino dopo l’altro e l’evoluzione del loro rapporto è incredibile. Vediamo l’antefatto. Hopper entra a casa di un russo. Rischia la pelle. Rapisce uno scienziato pazzo, gli da del frullato a fragola e quest’ultimo gli spiega che hanno riaperto la porta del sottosopra e che si richiuderà solo con una chiave.

Nancy e quel bruttone del fidanzato sono stagisti presso un giornale e la ragazza vuole a forza seguire la storia di una signora con ratti mangia fertilizzanti. Che minchia c’entra in tutta la faccenda? E com’è collegato al fatto che le calamite sul frigo di Joyce cadono in massa?

A quanto pare il Mindflayer sta creando un esercito di persone. Come fa? Le accalappia, gli succhia la faccia tipo dissennatore. Le scioglie letteralmente fino a fonderle in lui. Ed è così che avviene il solito clichè alla Stranger Things.

Tutti si ritrovano insieme al centro commerciale e alla fine, Suzie salva il mondo rivelando a Dustin la Costante di Plank. Un attimo dopo aver cantato il proprio amore a squarciagola.

Raga questo è Stranger Things. Un connubio di emozioni. L’unione tra un dark ben riuscito e un comico leggero, simpatico. I bambini sono cresciuti, si ritrovano a dover affrontare le prime cotte, i primi amori, le prime crisi, in un mondo che non è solo fatto di D&D. Mi è piaciuta la leggerezza con cui hanno affrontato la cosa. Nancy è una donna ormai e si ritrova catapultata in un mondo crudele. Quello del sessismo a lavoro.

Ma parliamo ora un secondo di cosa mi ha distrutta completamente.

La morte. Abbiamo avuto tre morti in questo show.

Smirnov.

Lui non era un personaggio fondamentale è vero. Ma era un uomo intelligente, tenero e simpatico. Un uomo che ha aiutato degli sconosciuti lasciandosi corrompere da un frappè alla fragola. E non era neanche il suo gusto preferito. Pace all’anima sua.

Billie.

Billie non ci è mai piaciuto. Mai. Ma entrare nei suoi ricordi, provare il suo dolore e stare a guardare il sacrificio che ha compiuto per tutti loro è stato davvero straziante. Ciao Billie sei morto da eroe e complimenti per la tempistica. Appena un attimo prima di poter far diventare il papà di Mike un cervo a primavera.

Hopper.

Ecco qua. Parlare di questo è doloroso. Hopper non era il mio personaggio preferito. Ma lo adoravo comunque. L’ho shippato con Joyce fino alla morte. Da quando lei in maniera nervosa ha fumato un pacchetto di sigarette solo per dirgli che suo figlio era scomparso. A modo suo era un tenerone. Un eroe. Un altruista. Amava chi lo circondava in maniera smisurata e la lettera che ha scritto a sua figlia mi ha fatto versare tutte le lacrime di questo mondo. Come si fa ad ammazzare un personaggio così voi dovete dirmelo.

Ecco cosa penso.

Penso che lui sia morto e che gli autori vogliano darci una minima speranza per poi ucciderci. Io li ammazzo.

Cosa che ho odiato.

Il finale. Già è stata tristissima la morte di Hopper, ma ora, partire e far dividere tutti è stato un vero schifo. Una sofferenza che potevano risparmiarci.

Con la speranza di una quarta stagione in cui Steve trovi qualcuno che gliela dia e Joyce la smetta di portare sfiga ai propri partners stile Alaric di Tvd, io vi saluto. Buona giornata amici.

 

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